Uno per tutti, tutti per uno - o ognuno per se?
08.02.2012
"Come mi sarei comportato se nelle ore drammatiche del naufragio fossi stato a bordo della Costa Concordia?" È probabile che più di uno di noi nelle ultime settimane si sia posto questa domanda o ne abbia discusso con gli amici. Se molti sono sicuri che avrebbero fatto di tutto per salvare prima “donne e bambini” ed infine se stessi, tanti altri non ne sono così sicuri.
In ogni società esiste un codice morale non scritto. Significa che ci sono delle regole di come ci si dovrebbe comportare in gruppo e con il prossimo. Rapportarsi in maniera rispettosa di fronte al prossimo è una di queste regole, un'altra regola è la disponibilità ad aiutare gli altri ad esempio aiutando una persona anziana ad alzare una valigia sul treno o cedendole il posto a sedere in autobus. Rispettare la coda alle casse del supermercato o alla seggiovia degli impianti sciistici sono altre delle regole non scritte ma note a tutti.
Oltre alle regole non scritte ci sono le leggi scritte che vietano determinati atti e comportamenti. Chi non rispetta queste leggi e ruba, usa violenza o uccide viene perseguito e sa benissimo che la società prevede una pena.
I codici morali e le leggi sono necessarie per fare funzionare una società. Nel quotidiano e in condizioni normali per la maggior parte delle persone non è un problema attenersi alle regole. Cosa succede però in situazioni di emergenza? Ad esempio quando c'è pericolo di vita?
La catastrofe difronte al Giglio ha mostrato come cambiano le reazioni delle persone che si trovano in una situazione di pericolo. I media ci hanno fatto vedere che molte persone nel panico spingevano, saltavano la fila facendosi strada a gomitate pur di raggiungere per primi una scialuppa di salvataggio. La regola “prima le donne ed i bambini” è stata letteralmente buttata a mare, sparita ogni traccia di rispetto e svanita la regola morale di aiutare il prossimo e soprattutto i bambini e gli anziani.
Studiando le situazioni di emergenza si è visto che quando c'è pericolo di vita si fa avanti prepotentemente l'istinto di sopravvivenza. Il cervello fa si che venga liberata una grande quantità di adrenalina, la quale a sua volta fa accelerare il battito cardiaco e la frequenza respiratoria per preparare i muscoli alla fuga o alla difesa. In questo processo i codici morali e i comportamenti sociali passano in secondo piano per non dire che spariscono del tutto. Solo dopo alcuni minuti è possibile tornare ad una relativa calma che permette alle persone di ragionare e di dominare l'istinto.
Purtroppo non sono sempre necessarie delle situazioni di emergenza per farci “dimenticare” i comportamenti sociali. A volte ci si dimentica delle regole di buona educazione pure nelle situazioni più banali e quotidiane. Ad esempio: siete in fila al buffet e vedete che è rimasto solo un pezzo del vostro dolce preferito! Chi non cercherebbe di farsi un po di spazio? Oppure: il pullman è strapieno e vi fanno male i piedi, alla fermata si libera un posto a sedere, non vi fiondereste subito per occuparlo senza guardare in faccia nessuno?
...e i codici morali e di buona educazione che fine fanno? È sempre necessario essere rispettosi verso gli altri o di tanto in tanto è permesso essere egoisti? Dov'è il confine? Quando si possono dimenticare delle regole non scritte e quando invece è necessario rispettarle?