Un paese alla deriva...
20.12.2011
...una nave che sta affondando, ad un passo dal precipizio, sangue e lacrime, siamo di fronte al baratro! Di metafore per descrivere la condizione del nostro paese ne abbiamo sentite fin troppe.
E poi si tratta di politica, una cosa complicata, difficile da capire e che non si trova nella top ten degli argomenti preferiti dei giovani non ancora entrati nel mondo del lavoro. Eppure tutto quello che si sta decidendo riguarda soprattutto loro.
Cosa è successo, perché siamo arrivati a questo punto e di chi è la colpa?
Com'è normale per ogni essere umano, è facile giudicare gli altri e distribuire colpe a sinistra e a desta. Così assistiamo a un penoso botta e risposta nel quale si punta il dito sui politici, sull'ultimo governo di destra, su quello precedente di sinistra, poi tanto per cambiare musica si parla degli sprechi, delle migliaia di auto blu, dei privilegi, di pensioni d'oro. Chi si sente incriminato perché appunto incassa a sproposito, contrattacca dicendo che c'è un esercito di baby pensionati, cioè uomini e sopratutto donne che sono andate in pensione a 40 anni o poco più. Tanto per fare un esempio. Alla radio questa mattina nel corso di un programma che trattava la deriva del paese il conducente ha letto un messaggio di un carabiniere che trovava ingiusto mandare in pensione le forze dell'ordine alla stessa età degli altri. Per spiegare l'ingiustizia spiegava il suo personale e drammatico esempio personale. Lui carabiniere 50 anni, baby pensionato andato in pensione poco dopo i 40, prende “solo” 2.000 euro scarsi di pensione e soffre di artrosi e dolori in tutto il corpo per tutta la pioggia che ha preso durante il servizio nella forza dell'arma! Patetico al punto che il conduttore del programma radiofonico si è dovuto trattenere dal rispondere male.
La rabbia è tanta e si esprime ovunque. In facebook circola il post:
- Poliziotto: 1.600 euro per rischiare la vita:
- Pompiere: 1.800 euro per salvare la vita:
- Maestro: 1.400 euro per prepararti alla vita:
- Dottore: 2.200 euro per mantenere al vita:
- Deputato: 30.000 euro per “fo***re” la vita degli altri!
Certamente i dati sono opinabili, ma in ogni caso il post chiarisce bene quanto sia aspro il clima. Il nord accusa l'Italia del sud, il sud si sente vittima, Roma è la solita ladrona e avanza il fronte di coloro che alzano la voce contro le provincie Autonome di Trento e Bolzano per non parlare del pozzo senza fondo Siciliano. Menziono per ultimo coloro che puntano il dito contro gli evasori e chi gli difende, dicendo che in Italia abbiamo la pressione fiscale più alta d'Europa.
Alla fine però c'è da chiedersi:
- Chi ha ragione?
- Chi ha torto?
Non sarà mica babbo natale il responsabile che arrampicandosi su per le finestre o scendendo dai caminetti è venuto a rubare?
La grande bagarre di questo ultimo mese ha il merito di avere chiarito che tutti hanno contribuito alla deriva del paese. Chi era al timone, ovviamente ha delle responsabilità non indifferenti, ma anche coloro che si trovavano sotto coperta e hanno eletto il timoniere non possono dirsi innocenti.
I timonieri di qualsiasi angolo del paese sono stati eletti perché promettevano e distribuivano favori più o meno grossi. Dal panettone, al lavoro per il figlio, al mantenimento del sistema delle baby pensioni, ai contributi a fondo perduto per l'industria, l'agricoltura ecc.
Per chi avesse ancora difficoltà ad interpretare la politica. Non è molto più di un baratto “do ut des” come dicevano i latini. Dare per avere. Fino ad ora una intera generazione ha avuto. Le generazioni che seguono dovranno dare.
Immagine:
© Martina Orlich - Fotolia